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Archivio Ottobre 2005

Jeremy spoke…

31 Ottobre 2005 3 commenti


Amica,
se mai passerai di qui questo è il mio modo di pensarti.
Ti ricordi quando ci sforzavano di capire cosa dicesse nel ritornello?
Ecco, ora non ci inventeremo più frasi assurde!

at home
drawing pictures
of mountain tops
with him on top
lemin yellow sun
arms raised in a V
dead lay in pools of maroon below

daddy didn’t give attention
to the fact that mommy didn’t care
king jeremy the wicked
ruled his world

jeremy spoke in class today
jeremy spoke in class today

clearly i remember
pickin’ on the boy
seemed a harmless little fuck
but we unleashed a lion
gnashed his teeth
and bit the recessed lady’s breast

how could i forget
he hit me with a surprise left
my jaw left hurtin
dropped wide open
just like the day
like the day i heard

daddy didn’t give affection
and the boy was something mommy wouldn’t wear
king jeremy the wicked
ruled his world

jeremy spoke in class today
jeremy spoke in class today
try to forget this…
try to erase this…
from the blackboard

Jeremy
Pearl Jam

Post Ubriaco

28 Ottobre 2005 5 commenti

Vi scrivo da una dimensione spazio temporale ignota!
Non è vero!!!
Sono a lavoro e oggi una ragazza, per festeggiare i suoi 20 anni(beata giovinezza)ha portato il vino…e,alle 19.07 di un lento venerdì la nostra eroina è seduta davanti ad un pc ubriaca di vino pugliese con il cervello che le va a 1000 e le mani che vanno a 2, il che comporta la perdita di molte perle di saggezza e la stesura di una marea di stronzate alcoliche.
Stasera vorrei uscire ma mi sa tanto che rimarrò a casa con mia sorella. Non c’è nessuno per me stasera, nessuno che mi faccia uscire dal quadrato, nessuno che liberi l’anima di sta povera dannata ubriaca…
Buon Venerdì!!

Un violino

27 Ottobre 2005 3 commenti


Per arrivare alla sede del servizio civile passo ogni giorno nella parte forse più bella di Roma: la strada interna, parallela a Via del Corso, di cui ovviamente non so il nome.
Ad un certo punto di questa stradina si passa nel cortile interno di un ministero non so di che e, da un po’ di settimane c’è sempre un signore che suona il violino, tutti i giorni.
E’ un signore anziano, con la faccia buona e un po’ triste, che mentre suona chiude gli occhi e sorride, come se volesse dimenticare di chiedere l’elemosina e immaginare di suonare davanti alla platea di un bel teatro invece di farlo tra l’indifferenza dei passanti che, molto probabilmente, non prestano neanche orecchio.
Suona sempre pezzi tristi, resi strazianti dal suono del violini ma non mi mette tristezza. Mi mette una strana sensazione, tra la malinconia, la nostalgia e una triste felicità. Forse è anche merito del posto in cui suona. Immaginate quello che in tempi migliori doveva essere il cortile interno di un palazzo nobiliare. Con la luce fioca che filtra da piccole fessure sul soffitto, con i muri affrescati e tante finestrelle da cui potrebbe affacciarsi in qualsiasi momento qualche dama. E’ un posto motlo suggestivo, reso ancora più suggestivo da questo musicante.
I primi giorni che passavo di lì non toglievo neanche gli auricolari perchè ero abituata a sentire violini storpiati da mani indegne.
Un giorno però, siccome non mi funzionava un auricolare, ho distrattamente ascoltato delle note ed è stato amore a primo ascolto. Mi sono bloccata come un gatto di fronte a questo uomo.
Suonava un pezzo molto triste che io conoscevo e mi sono fermata qualche minuto ad ascoltarlo con la pelle d’oca tutto il tempo.
Era bello, tutto assorto nella sua musica. Sembrava quasi che non si curasse della gente che scattava foto e sbraitava “cheeeeeese!”
Chissà cosa stava immaginando…
Alla fine del pezzo fecì per mettere qualche spicciolo nella cassetta ma lui mi disse :
” No”
“Perchè?”
“Mi pagherai con i sorrisi.”
Sembra il pezzo di qualche film per bambini ma è andata davvero così.
Un pezzo per un sorriso.
E da allora ogni giorno passo e gli sorrido, anche quando ha gli occhi chiusi, perchè so che sa che sto sorridendo.

Francesca e la tecnologia

24 Ottobre 2005 2 commenti

C?era una volta una bambina che passava le sue giornate a pettinar bambole e a curare tutti gli uccellini con le ali rotte che si posavano sul davanzale della sua stanza.
Era una brava bimba. Parlava poco e sorrideva molto.
I suoi giocattoli erano considerati vecchi e noiosi dagli altri bambini e per questo motivo passava molto tempo da sola, con le sue bambole. Questo non era motivo di dispiacere per lei, anzi, era felice di star sola perchè solo così gli altri bimbi non avrebbe scoperto il suo potere.
Non aveva bambole che camminavano e parlavano, macchinine telecomandate e tutto ciò che fosse elettronica; non perché i genitori non gliele comprassero ma perché la bimba aveva uno strano potere: smagnetizzava le pile solo prendendole con le dita ai due poli. Questo non la sconvolgeva, anzi viveva tranquilla e serena con le sue bambole e la vocazione da piccola veterinaria.
La vita di questa dolce e silenziosa bimba procedeva tranquilla e senza grossi traumi finchè un giorno il papà, persona dolce e premurosa, le portò per regalo una diavoleria moderna che sconvolse per sempre la vita della bimba. Il regalo era freddo.Era freddo e molto molto pesante. Non emanava calore come tutti gli altri regali che il papà le aveva sempre fatto. Era composto da due grandi pezzi di ferro, anzi, un pezzo di ferro grande grande e un televisore, stranamente senza telecomando e tanti tanti fili?
?Cosa mi hai portato papà?? chiese Francesca mentre cercava di curare la zampina di un gatto.
?E? un computer! Ce l?hanno tutti i bambini.?
?Cos?è un computer? A cosa serve??
?Serve ai grandi per lavorare e ai bambini per scrivere e per giocare.?
Benché fosse perplessa e per nulla propensa all?ingresso di questa nuova diavoleria nel Mulino Bianco, la curiosità, tipica di ogni bambino, la porto ad accendere questo strano televisore che proiettava non i soliti film ma parole strane che, scrivendo le paroline magiche su quella piccola strana macchina da scrivere collegata con un filo a quel televisore, diventavano immagini, suoni, colori.
La cosa che la bimba non capiva era solo una: l?assenza di odore di quello strano regalo. Era infatti il primo regalo che riceveva che non aveva odore e questo la faceva sentire strana e sospettosa nei confronti di quel pezzo di ferro.
Un po? per curiosità un po? per necessità Francesca prese confidenza con la macchina di ferro ma instaurò con lei uno strano rapporto. La odiava ma a volte nutriva una curiosità morbosa. Voleva distruggere quella macchina ma allo stesso tempo voleva capirne i meccanismi ma, proprio quando ci stava riuscendo, la macchina infernale un giorno si ruppe. Stava cercando, al solito, di trasformare quelle paroline senza senso, C: dir: etc?, in immagini e suoni simpatici quando PUFF!!si spense il televisore e la macchina non si riaccese più.
Oltre ai sensi di colpa, che ebbe per mesi, per aver rotto il computer questo episodio diede inizio al disastroso rapporto tra Francesca e la tecnologia.
Da quel giorno la bimba, che pian piano stava crescendo, si ritrovò a distruggere, solo con la forza del pensiero, tutto ciò che era anche solo lontanamente tecnologico. Quindi computer, stereo, walkman, lettori, telecomandi di cancelli automatici e quant?altro e l?ultimo episodio è successo proprio ieri.
La bambina, che ormai aveva passato la soglia dei ventisei anni, si era seduta di fronte a questo marchingegno elettronico con la stessa curiosità di un tempo per dar vita ad immagini, suoni e colori, questa volta però creandoli da sola, senza bisogno di formule magiche ma solo con la sua fantasia.
Era tutto perfetto. L?immaginazione c?era, la giusta luce c?era, la voglia era a mille, come non le accadeva da tempo ma? le immagini del computer avevano colori tutti diversi che, se da una parte erano molto belli e particolari, dall?altro impedivano alla ragazza di scrivere senza lacrimare per lo sforzo visivo che faceva e per la rabbia che aveva. Non voleva arrendersi di fronte a questo piccolo ostacolo, ne aveva superati altri ben più grossi, e per questo motivo chiamò il Professor Seppus, gran luminare informatico nonchè dottore di fiducia dei marchingegni elettronici della ragazza.
?Dottore aiutami, ti prego! Restituisci i colori giusti a questo televisore. Dammi il telecomando che non sono mai riuscita a trovare!Voglio scrivere!?
?Vedrò quello che posso fare, non preoccuparti?
Il dottore girava intorno al televisore senza telecomando, faceva prove, pigiava tasti strani e diceva strane formule ma?
?Mi dispiace Francè, questa volta non posso aiutarti in nessun modo. Lo schermo è saltato. Probabilmente è stato un fulmine?
Francesca, se in un primo momento era dispiaciuta, quasi avvilita, iniziò a sorridere perché sapeva bene che non era colpa di un fulmine ma dello strano potere che aveva fin da bambina?

?T?arapio come se fosse un po? una squaqquera?(3)

24 Ottobre 2005 1 commento


Mar dei Caraibi…una barca a vela,prima di intraprendere il suo lunghissimo viaggio verso l?ignoto si avvicina lentamente ad una barca a motore da trasporto passeggeri…il comandante della barca a vela vuole salutare il passeggero più straordinario che si trova sul naviglio ormai vicino…quel passeggero,o meglio,quella passeggera è la padrona del suo cuore e si chiama Pandora,troppo giovane per essere donna ma donna abbastanza per amare ed essere amata…il comandante è Corto Maltese,avventuriero,gentiluomo e poeta di una vita malinconicamente meravigliosa…sanno di amarsi e sanno che amarsi sarà l?unica cosa che non potranno mai fare…
I due si guardano e…:
?Ehi,romantica bijou!?
?Buongiorno,Corto Maltese!?
?Ehi,ma che bella!Chissà perchè mi fai ricordare un tango di Arola,che ascoltai nel cabaret della in Buenos Aires.?
?Forse c?era qualcuna che mi assomigliava??
?No!Proprio perchè non assomigli a nessuna avrei voluto incontrarti sempre…in qualsiasi posto…?
?….?
?….?
?Non verrò con lei,Corto Maltese.?
?Lo so!?
?….?
?….?
?Addio Pandora!?
?Arrivederci,Corto Maltese!…?

Come la bianca ala dell?albatros sul monotono respiro del mare,così,vagabonda per vagare,va la vela del vero marinaio. Ieri come oggi,un giorno qualsiasi di questo gennaio-febbraio 1915 che vede la fine di ?una ballata del mare salato?…

Hugo Pratt ? Corto Maltese da ?Una Ballata del Mare Salato?

Wishlist

23 Ottobre 2005 1 commento

Vorrei non avere la tachicardia
Vorrei non avere lo stress
Vorrei non avere tutti sti herpes sul labbro
Vorrei non avere tosse, naso chiuso e orecchie fischiettanti
Vorrei il sole
Vorrei il freddo pungente di Dicembre
Vorrei già che ci fossero mille lucine di Natale per le strade e per le case
Vorrei le lucine di Natale nella mia cameretta
Vorrei un cane tutto mio
Vorrei chiamare un cane,anzi una cana, Puzzetta senza che la cana mi odi
Vorrei una casa tutta mia, una casa con il giardino per Puzzetta
Vorrei laurearmi, a Dicembre, con tutte le lucette di Natale
Vorrei dormire sonni tranquilli senza sensi di colpa
Vorrei essere serena
Vorrei accettarmi un po’ di più
Vorrei non dover dire più bugie
Vorrei essere me stessa
Vorrei non essere sempre attaccata al passato
Vorrei non aver paura di guardare al futuro
Vorrei non avere più paranoie
Vorrei iniziare a capire qualcosa
Vorrei avere idee chiare
Vorrei avere idee
Vorrei avere di nuovo i capelli viola
Vorrei non ignorarmi
Vorrei iniziare a farmi del bene
Vorrei non sentirmi in colpa per me e per gli altri
Vorrei non aver paura
Vorrei un lavoro, un lavoro serio
Vorrei poter cominciare alcune cose da capo
Vorrei poter cancellare alcune cose del passato
Vorrei potere ancora sentirmi libera
Vorrei piangere
Vorrei non dover più piangere
Vorrei tornare ad essere la persona bella di una volta
Vorrei tornare ad essere gioviale, casinista e incosciente
Vorrei avere un casino di amici
Vorrei avere un casino di conoscenti
Vorrei avere mille cose belle da fare
Vorrei le bolle di sapone
Vorrei tornare su un cavallo
Vorrei aiutare le persone
Vorrei dare per un giorno i miei occhi a tutti i ciechi che conosco
Vorrei giocare
Vorrei insegnare a giocare a tutti quelli che l’hanno dimenticato
Vorrei avere le ali
Vorrei avere un unicorno
Vorrei fare solo bei sogni
Vorrei iniziare a capire cosa voglio
Vorrei un pesiero superficiale che renda la pelle splendida…

Accetta il consiglio

22 Ottobre 2005 Commenti chiusi

In questi giorni si sta concludendo un lungo e travagliato periodo della mia vita.
Un periodo che non so se vorrò far finire, dimenticare, rimuovere dalla mia memoria.
Un periodo che forse non voglio far finire per la paura di sapere cosa c’è dopo e per il vuoto che indubbiamente lascerà ma ci posso far poco, siamo giunti al capolinea, si scende gente.
E stranamente questa è una di quelle nottate in cui mi sento intima, nostalgica, malinconica, solitaria…lunare…
Sarà perchè c’è un vento strano che entra tra le fessure della persiana, sarà il buio avvolgente di questa stanza, sarà la musica che aumenta la sensazione di melancolie.
I ricordi che ci sono nella mia testa sono tanti, la maggiorparte confusi, tristi e cattivi ma, essendo ricordi, provo piacere nel ricordarli.
Allora provo a dividere, anzi meglio, a categorizzarli, per far un po’ di ordine perchè 5 anni di ricordi non sono facili da gestire.
Ed ecco qui che compaiono i ricordi tristi, quelli che mi han fatto star male. I ricordi istruttivi da cui ho imparato qualcosa. I ricordi felici, che non servono a niente se non ad aumentare la nostalgia e, infine, i ricordi legati a cose “materiali”, quelli che puoi collegare ad un oggetto, ad una canzone, ad un odore, ad un libro, oltre che alla persona complice del ricordo. Tra questi c’è un pezzo, un monologo che viene recitato alla fine di un film, che mi ha dato da pensare a lungo in passato e che stasera è ritornato a farmi visita. Non è molto sentimentale come gli altri, almeno per chi è fuori dalla questa mia storia ma in onore di quel breve ma bel periodo, lo riscrivo..
buonanotte…

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare
un chewing-gum per risolvere un’equazionealgebrica.
I veri problemi della vita saranno sicu ramente cose che non t’erano mai
passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato… canta.
Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti. Non perder tempo con l’invidia.
A volte sei in testa. A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare
della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant’anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E’ il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più
probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita,
perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant’anni sembreranno di un 85nne.
Sii cauto nell’accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo,
passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio… per questa volta.

Piece of My Heart

21 Ottobre 2005 2 commenti


Non so come non ho fatto ad inserire un mio modestissimo contributo ad una gran donna come lei ma forse aspettavo di scrivere di notte per poterla ringraziare.
non so perchè ho scelto proprio questo pezzo. Forse perchè si sente la sua potenza, la sua voce e il suo strazio nei confronti di un uomo. O forse perchè stasera darei anche io un altro piccolo pezzo di cuore a qualcuno, anche se lei lo diceva per prendere per culo tutti. Grande donna!!
L’ascolto da quando avevo 13 anni è ho sempre sognato di avere le stesse “palle” e la stessa voce di sta donna.
A voi Miss Janis…

Oh, come on, come on, come on, come on!

Didnt I make you feel like you were the only man yeah!
Didnt I give you nearly everything that a woman possibly can ?
Honey, you know I did!
And each time I tell myself that I, well I think Ive had enough,
But Im gonna show you, baby, that a woman can be tough.

I want you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take it!
Take another little piece of my heart now, baby!
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart now, darling, yeah, yeah, yeah.
Oh, oh, have a!
Have another little piece of my heart now, baby,
You know you got it if it makes you feel good,
Oh, yes indeed.

Youre out on the streets looking good,
And baby deep down in your heart I guess you know that it aint right,
Never, never, never, never, never, never hear me when I cry at night,
Babe, I cry all the time!
And each time I tell myself that I, well I cant stand the pain,
But when you hold me in your arms, Ill sing it once again.

Ill say come on, come on, come on, come on and take it!
Take it!
Take another little piece of my heart now, baby.
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart now, darling, yeah,
Oh, oh, have a!
Have another little piece of my heart now, baby,
You know you got it, child, if it makes you feel good.

I need you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take it!
Take another little piece of my heart now, baby!
oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart, now darling, yeah, cmon now.
oh, oh, have a
Have another little piece of my heart now, baby.
You know you got it whoahhhhh!!

Take it!
Take it! Take another little piece of my heart now, baby,
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart, now darling, yeah, yeah, yeah, yeah,
Oh, oh, have a
Have another little piece of my heart now, baby, hey,
You know you got it, child, if it makes you feel good.

Janis Joplin
Piece of My Heart

Quant’è bello il mulino bianco!

21 Ottobre 2005 1 commento


Sono tornata a casa!!
Non la piccola-affollata-fumosa-a volte puzzosa casa di Roma ma casa dei miei genitori!!Il mulino bianco, la valle felice, il piccolo zoo, nonchè mio territorio!!
Dopo 2 settimane son tornata a casa e, anche se non è tantissimo, sono contentissima di esserci tornata non lo so perchè.
Ho fatto la sorpresa a mia madre che credeva di rivedere la figliola soltanto tra 3 settimane.
Ho fatto la sorpresa a mio padre che quando mi ha visto ha iniziato a farmi vedere tutte le cose nuove e strabilianti che c’erano in casa, come un bambino di 3 anni.
Ho fatto la sorpresa alla mia sorellina quindicenne che ha iniziato a vomitarmi addosso un sacco di novità su tutti gli inciuci del suo gruppo
e ho fatto la sopresa anche a tutti gli animalini della mia allegra fattoria.
E’ bella la mia casa, anzi la casa dei miei, anzi la mia casa cazzo!questa casa è anche mia!!
E’ sono belle anche le cose che succedono dentro. Mia madre che ride, mio padre che tra una cazzata e un’altra crolla sul divano(poverino, lavora tutto il giorno!!).
Sono piccole cose ma mi piacciono e,quando mi prende così bene tornare a casa, mi piacciono ancora di più.
E domani vado anche in bici!!(non c’entra niente ma a Roma non potrei mai farlo senza rischiare le gambe!!)

In culo alla Sapienza!

20 Ottobre 2005 Commenti chiusi

Breve notizia Ansa per i miei amici.
Sono riuscita a superare tutti e tre gli ostacoloni della meravigliosa burocrazia universitaria:
1- Verbalizzazione esami
2- Professoressa, nonchè relatrice della mia tesi,menefreghista
3- Sportello della segreteria amministrativa di Lettere e Filosofia( chi studia lì sa già a cosa mi riferisco!!)
Beh, gli esami me l’hanno verbalizzati due angeli incarnati nei corpi delle professoresse.
La mia relatrice, che probabilmente aveva risolto i suoi conflitti interni, mi ha firmato, ovviamente controvoglia, la tesi anche se mi ha detto: ” io gliela firmo ma non vuol dire niente perchè mi sembra un po’ indietro con la tesi.” GRRRRRRRR
Allo sportello, benchè mancasse il mio piano di studi, mi hanno accettato e timbrato la domanda ( e certo, dopo 62 euro di tassa per laureandi, mortacci loro!)e mi hanno anche detto ” in bocca al lupo!”
Quindi ora non ho più scuse mi DEVO laureare a Dicembre!

PS: Amici miei vi chiedo un favore: chiunque avesse notizie su Nick Hornby è pregato di mandarmele!!!
Thank you!!