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Archivio Giugno 2006

Imparoimparoimparo

26 Giugno 2006 14 commenti


Ho scoperto che

ogni tanto è bello ritornare nel Mulino Bianco e passare la serata a parlare con mamma&papà di tutti i miei sogni di gloria infranti.

ogni tanto è bello ritornare al suddetto mulino anche se le zanzare sono geneticamente modificate e quando pungono ti lasciano gli stessi segni della peste bubbonica.

la famiglia dei pennuti sta diventando una piccola colonia anarchica costituita dalle 12 paperelle (che nel frattempo sono già diventate grandi e brutte) e da quattro nuove gallinelle d’acqua ( mamma + nidiata).

l’acqua del laghetto è troppo fredda per un essere umano, i rovi di more è meglio lasciarli dove si vedono, le spine di questi rovi possono essere mooolto pericolose, tagliare la stramma (non ho idea di come si dica in italiano) senza guanti ti porta a somigliare ad un’autolesionista.

la mia vita voglio passarla al mare, sdraiata su un lettino a prendere sole e a bere ma sarà complicato riuscire a farlo.

il mio perizoma zebrato è ridotto a brandelli ma non lo butto, per due motivo. Primo perchè dove cavolo ne trovo un altro (amici, se ve ne avanza uno io lo accetto, anche dietro pagamento!!) secondo perchè, se le persone normali usano canzoni, lettere, foto e anelli per ricordare le storie, io uso le mutande. Ognuna corrisponde ad un periodo e io quel periodo delle mutande zebrate, anche se logoro, non voglio cancellarlo. Mi serve da promemoria.
ultimamente mi affeziono alle persone con una facilità inaudità e la cosa non mi dispiace. Forse Miss Iceberg sta iniziando a sciogliersi anche se gli abbracci mi fanno ancora paura.

le amiche, quelle che conosco da una vita, sono sempre le stesse e, anche se le vedo poco, non cambiano mai e ancora si ride, ci si prende per il culo e ci si confida con la stessa foga di dieci anni fa.

nel mio stomaco alle farfalle, da un po’ di tempo, fanno compagnia i pipistrelli che “non sono di carta di nerofumo e neve, nel tuo stomaco sembrano fatti d’ombra e vetro ogni volta che sbattono le ali (e lo fanno molto velocemente) ti sembra che ti facciano a fette le budella, ti fanno sanguinare e voler fuggire verso un mucchio di cuscini colorati dove sprofondare (forse)…” e … ” i pipistrelli dello stomaco quando li senti, li senti forte…meno male che di solito dormono…eh, infatti si svegliano solo in occasioni speciali, di solito stanno lì appesi a testa in giù, aggrappati al duodeno o come si chiama, a sgranocchiare mentine e sonnecchiare…poi capita loro di sentire una parolina speciale, di sentire un’emozione speciale, di riconoscere nei tuoi occhi uno sguardo speciale e di punto in bianco diventano matti..ma guarda che ciò che sentono deve essere proprio speciale, mica si smuovono per una bazzecola…allora vien loro voglia di uscire, di osare e smaniano e svolazzano e sbattono contro le pareti e non sanno più che fare…matti matti” ( Grazie… ^_^)

a volte una mail può stamparti un sorriso in faccia e portarti in una dimensione tutta particolare.

la colonna sonora di Goodbye Lenin mi strappa i lacrimoni e mi ha fatto riaprire, dopo molto tempo, il pianoforte per cercare di suonare di nuovo.

ho voglia di fare dei regali e forse inizierò a farli proprio a chi non se li aspetta, chè io adoro i regali

se la cantante dei The Gossip fa i concerti in biancheria intima io posso, anzi devo, andare orgogliosa della mia panza.

anche se riapro il buco al naso ogni sei mesi, in ricordo di qualcosa di orribile, stavolta non mi ha fatto paura infilare l’orecchino e neanche male.

una persona che ho visto solo 3 volte, che ho conosciuto solo per 3 mesi, un po’ la vita me l’ha cambiata e devo solo decidere se in peggio o in meglio. Che sta persona un po’ mi manca ma mi manca come una cosa che non tornerà più e mi sto abituando all’idea.

posso rivedere all’infinito Frankenstein junior, e ridere come una scema e ripetere insieme a Igor la perla di saggezza:
“Quando la sorte ti è contraria e mancato ti è il successo, smettila di far castelli in aria e vai a piangere sul…”
chè sì, Igor da bambina mi faceva un po’ paura, però mi faceva anche un po’ pena e tanto ridere. E andavo in giro zompattando e pretendo che la gente ripetesse con me “Il lupo ululà e il castello ululì”

passare 3 ore a giocare con due palle di lardo travestite da cuccioli di cane non è noioso ma che i dentini da latte lasciano un sacco di segni.

ancora rimango impallata davanti la televisione a vedere Daria Lalalallaaa

voglio andare a Barcellona, a fare un giro di ricognizione, perchè non si sa mai ma non ho nessuno che venga con me ( A proposito… A.A.A. cercasi essere umano per viaggio, anche breve, a Barcellona)

E ho appena scoperto che forse sto post è un po’ lungo ma di cose per la testa me ne passano tante e qualcuna devo pur fermarla!!

Chiacchiere da scrivania e altre ilarità

16 Giugno 2006 19 commenti


Stamattina, ore 08:07, arrivo in ufficio e la capa della segreteria, che chiameremo Mafalda intavola con me il seguente discorso ( alle 8.07 del mattino, sottolineo l’ora…)

Mafalda: ” Francesca!Stanotte ti ho sognato!”
Francesca: ” Uhm…grazie”
Mafalda: ” Vuoi sapere cosa ho sognato?”
Francesca: “Veramente io avre…”
Mafalda: ” Ho sognato che eravamo ad un cocktail dell’ambasciata francese (!!!) e tu eri vestita in modo elegante.”
Francesca: ” Vabeh…mi fa piacere”
Mafalda:” Sai, io sono una psicologa e ho dato una motivazione a questo sogno. Io ho 50 anni e sto riscoprendo la mia femminilità.”
Francesca: “Uhm…”
Mafalda: “Sto facendo lo stesso cambiamento che stai avendo tu!”
Francesca: ” Io?!?!?”
Mafalda: “Sì! In questi mesi ti ho studiato e ti ho visto evolverti. Questi capelli prima tagliati, poi colorati ed ora addirittura ricci, rivelano il tuo cambiamento e la tua sensualità e/o sessualità. Ora sei femminile, cammini con disinvoltura e sai sempre cosa dire.Sai, stai finalmente diventando intrigante.”
Francesca (clamorosamente impaurita dalle avances sessuali di Mafalda): ” Grazie mille. Se le dovesse ricapitare di sognarmi…”
Mafalda: ” Te lo dirò senz’altro!”
Francesca: “Che culo…”

Più tardi, sempre nella stessa stanza, l’altra capa della segreteria, che chiameremo amabilmente Clementina mi porge un pacchetto.
Clementina: ” Sai Francesca, ultimamente stai cambiando molto. Più gonnelline, sandali e tutte ste cose da donnina…
Francesca (che ha molta più confidenza con la suddetta): “Clementì, pure tu??? Dai smettetela!”
Clementina: ” Vabeh comunque… sono andata a fare spese per me, ho visto questa cosa e mi sei subito venuta in mente. Non ho resistito e te l’ho comprata!”
Francesca, dopo aver scartato una mini jeansata/mimetica(!!!): ” Uhm…grazie Clementina è davvero bellissima (!!!) ma a me non piacciono le mimetiche, però…carina…sì sì!”
Clementina: ” Allora facciamo che vado e te la cambio con una mini di jeans. Ste gambe qua le vogliamo vedè tutti!”
Francesca: ” Ma che c**** vi siete bevute stamattina???”

Prima di pranzo, il Sommo Capo di tutti i capi mi chiama in stanza e esordisce così:
GrandeCapo: ” Franceschì, siccome le mie segretarie, mi parlano spesso della tua ritrovata femminilità, della tua predisposizione alle relazioni sociali e, considerando che hai una bella voce, ti andrebbe di presentare la prossima serata di gala?”
Francesca, paonazza in volto, nonchè imbelvita con le segretarie: ” Ehm GrandeCapo no, non sono all’altezza ma gra…”
GrandeCapo: “Ma dai!! Ci sono anche le telecamere!! Sai che figurone che ci facciamo!!!”
Francesca: ” …facciamo che io non ho sentito niente di quello che ha detto e me ne torno nel mio angolino buio. Arrivederci e grazie comunque…”
GrandeCapo: “Ne riparleremo…”
Paura…

Di ritorno dalla mattinata alquanto singolare, prendo un autobus e staziono davanti le porte anteriori.
Arrivata alla mia fermata…
Francesca, che in barba alle dichiarazioni di assurta femminilità delle signore, non sa essere charmant neanche pagando: “Scusi, potrebbe aprirmi davanti, per cortesia?”
L’Autista: ” A Dottorè, con ste gambe io l’aprirei da tutte le parti.”
Francesca: “… hihihi, aiuto…”

Ma chi so’???

La Lipu mi fa un baffo!

10 Giugno 2006 15 commenti


Piopiopiopiopiopiopio
“Ma che c**** è?Mamma, hai comprato dei pulcini e li stai affogando nel laghetto??”
“Uhm..no, non mi sembra”
“…”
Esco fuori il giardino del Mulino Bianco, mi affaccio al laghetto e chi ti trovo??
12 paperelle (3 volte di più di quelle della Tim. Tiè… incapace che non sei altra!)piccole piccole intrappolate nella rete.
L’animo da salvatrice di piccole anime (non azzardatevi a dire che gli animali non ce l’hanno) in difficoltà mi sovrasta e mi trasformo, ancora una volta, in Nostra Signora dei Pennuti.
Scendo nel laghetto con l’acqua a 5° (porca*****) e cerco di prendere ste paperette prima che sia troppo tardi.
Impresa non facile, visto che LunaImmobile e i cani le stavano puntando da un’ora con tanto di bava alla bocca, tovagliolo e posate tra le zampe ma io che con gli animali c’ho sempre saputo fare le metto in salvo, pulisco il laghetto, creo una diga di sassi che farebbe invidia a Don Chuck il castoro, accrocco una casetta sull’acqua e metto anche gli striscioni di benvenuto. Tutto questo in mezz’ora, con le gambe in ipotermia e vari insettini strani(secondo me erano sanguisughe) appiccicati ovunque.
La cosa mi riempie d’orgoglio e anche di bontà, perchè ce ne vuole tanta per scendere nell’acqua gelida proprio durante la digestione… ma volevo fare la veterinaria e, da buona ragazza repressa, mi tocca fare questo.
Riprendo le paperelle e le metto nell’acqua cercando di dar loro un nome.
Non è affatto facile trovare 12 nomi da papera per questi esserini di cui non so neanche il sesso.
Per ora ne ho trovati solo alcuni. Penelope, Berenice, Poldo (questo in onore di un sogno tristissimo che posterò quando il mio umore sarà pessimo), PincoPanco e PancoPinco, Piopio e Petronilla. Me ne mancano 5. Non è che mi date una mano??
In foto 5 delle sette paperelle con un nome.
Sono queste le piccole cose che ti fanno andare bene la giornata…

Thinking

3 Giugno 2006 11 commenti


Per adesso solo un sacco di domande e un disegno…

Le riflessioni stanotte.

Aggiornamento delle 02:05
Poco o niente da aggiornare. Non ho più avuto tempo per pensare alle mille domande da paranoica che mi affliggevano. Non ho avuto tempo per pensare a lettere che mai arriveranno, barche che hanno mollato gli ormeggi dal porto o amici che lentamente si stancano della mia presenza e/o dei miei pensieri.
Ho solo pensato ad allontanare pensieri e persone che non mi fanno star bene. Non so se ci riuscirò ma vado avanti così… col bel sorriso parisienne che ho da tempo…
Il post sulle paranoie lo farò la prossima volta, ora non mi va.

Buonanotte e buonafortuna
Riferimenti: Thinking